Autore: Ufficio Stampa

Rating d’impresa ESG: ANIR Confindustria produrrà modello di riferimento per le imprese della ristorazione collettiva

Il tema della sostenibilità, con l’Agenda 2030, è un tema a cui tutto il mondo economico e industriale si sta adeguando con iniziative concrete. Il settore della ristorazione collettiva, rappresentato da ANIR Confindustria, ha aderito al programma “ESG2030”, progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dalla associazione Diligentia ETS, proprio per divulgare presso le aziende e gli enti aderenti, tutte le iniziative possibili finalizzate agli obiettivi ESG (Environment, Social, Governance) e al loro impiego per la determinazione del rating di impresa.

In questi giorni hanno preso il via i lavori della Commissione Qualità, Innovazione e Sostenibilità, presieduta dal Vicepresidente di ANIR Confindustria, Tommaso Putìn, a cui ha partecipato, oltre alle imprese associate ad ANIR, anche l’Associazione Diligentia ETS, che si occupa di accompagnare in questo processo di avvicinamento agli obiettivi di sostenibilità e di responsabilità d’impresa posti dal programma ESG2030. Un’attività che ha l’obiettivo di definire alcune linee guida per la misurazione e la certificazione dei processi di produzione ed erogazione del servizio di ristorazione collettiva, coinvolgendo tutta la filiera di riferimento.

«Crediamo che questo sia uno degli asset principali» afferma Massimo Piacenti, Presidente di ANIR Confindustria, «per decidere il futuro del nostro settore: puntare sulla qualità, sull’innovazione e sulla sostenibilità, ambientale sociale ed economica, per garantire un futuro sempre migliore alle nostre aziende. È forse il punto su cui credo si caratterizzi di più il mio mandato da Presidente, insieme al riconoscimento del lavoro che ogni giorno viene fatto in luoghi di lavoro, ospedali e scuole nelle difficili condizioni che raccontiamo da mesi. Siamo un settore che non si ferma mai, che guarda al futuro con fiducia e con l’impegno di chi crede in una impresa responsabile verso la collettività».

Le potenzialità della blockchain nell’automatizzazione dei processi di esecuzione delle attività di ristorazione collettiva (gli smart contracts)

Il tema dell’aumento dei prezzi delle materie prime è una delle maggiori fonti di preoccupazione delle aziende coinvolte nella ristorazione collettiva nel nostro paese.

Parafrasando le parole del presidente di ANIR Confindustria, Massimo Piacenti, i ricavi delle aziende sono infatti stabiliti dalle procedure di gara, ma i costi variabili e la velocità del rialzo dei prezzi per gli alimentari stanno mettendo a rischio l’intero settore.

Il D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici – Codice) prevede già dei meccanismi che dovrebbero – in teoria – affrontare e gestire questa variabile; si pensi, ad esempio, all’obbligo di inserimento delle clausole di revisione dei prezzi nei documenti di gara (art. 60 Codice) o nella procedura di modifica dei contratti in corso di esecuzione (art. 120 Codice), anch’essa basata sulla preesistenza di clausole chiare, precise ed inequivocabili.

Ebbene ci si chiede se anche in tale ambito, oltre al dialogo costante e costruttivo fra stazioni appaltanti e operatori economici, l’evoluzione rappresentata dalla tecnologia basata su registri distribuiti possa portare il suo contributo. Con la sua natura decentralizzata e sicura, la c.d. blockchain può infatti offrire numerosi vantaggi a questo settore nella fase di esecuzione.

Invero, le potenzialità della blockchain sono state altresì tenute in considerazione dal legislatore per l’automazione delle attività delle stesse stazioni appaltanti. Si pensi all’art. 30 del Codice che sancisce i principi nell’uso di procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici.

Ebbene, si osi pensare oltre, applicando, fin dove possibile, i medesimi principi anche all’esecuzione degli stessi contratti pubblici. I c.d. smart contracts potrebbero difatti essere collegati ai medesimi indici dei prezzi al consumo, modificando i valori economici di riferimento (es. i ricavi per le aziende) al superamento delle soglie di legge (e di gara) previste per la revisione dei prezzi.

Non solo.

Si pensi alla trasparenza offerta non solo nei rapporti fra stazione appaltante e operatore, attraverso la registrazione e condivisione in modo sicuro di tutte le transazioni e le informazioni relative agli ingredienti, alle forniture e alle operazioni di cucina in ospedali, mense e scuole. Ciò significa che le stazioni appaltanti potrebbero essere costantemente informate sul livello di qualità del servizio fornito e i consumatori potrebbero avere accesso a informazioni dettagliate sulla provenienza degli ingredienti, sulle pratiche di sostenibilità e sulla qualità dei prodotti utilizzati. Questa trasparenza può contribuire a creare fiducia nei confronti delle aziende di ristorazione collettiva.

La blockchain può altresì semplificare i processi di gestione delle forniture. Utilizzando gli smart contracts è possibile creare accordi automatici tra i fornitori e gli operatori economici, a cui la p.a. di riferimento possa avere accesso per verificare qualità e prezzi applicati.

Grazie alla tecnologia blockchain, è infine possibile registrare e tenere traccia di ogni passaggio che un alimento compie lungo la sua catena di approvvigionamento, dalla produzione alla trasformazione. Questo può essere particolarmente utile in caso di emergenze o di richieste di rintracciabilità da parte dei fruitori della ristorazione collettiva: identificare rapidamente la fonte di un eventuale problema e prendere le misure necessarie per risolverlo.

Il tutto passerà dalla capacità di ambo i lati del tavolo (stazioni appaltanti e operatori economici) di strutturare non solo dei principi ma anche delle vere e proprie modalità operative affinché questa tecnologia possa produrre i suoi effetti anche nella fase di esecuzione.

Riccardo Di Santo è associate dello studio legale CBM&Partners. Si occupa di consulenza legale giudiziale e stragiudiziale a favore di clienti italiani e internazionali in materia di commercio elettronico e tutela dei consumatori, relazionandosi con i più importanti operatori nel settore del e-commerce, nonché con le autorità di vigilanza.

«Bene contrastare aumento prezzi per le famiglie, ora si intervenga a favore delle imprese»

Crediamo sia importante l’impegno preso dal Governo con la filiera agroalimentare per contrastare il caro prezzi, l’aiuto nei confronti delle famiglie consente di arrivare a  chi ne ha bisogno nei momenti di maggiore fragilità. Un impegno che ha coinvolto Istituzioni e imprese, in un dialogo proficuo tra parti.

Riteniamo però che sia necessario che l’intervento del Governo prosegua e si allarghi, anche con iniziative di sostegno alla filiera industriale e alle imprese che hanno dovuto sostenere, e tuttora pagano a caro prezzo, i pesanti aumenti dei beni alimentari. Nel solo 2022 il costo delle materie prime alimentari, per le aziende di ristorazione collettiva, è aumentato in media del 22%, con maggiori costi per 329 milioni di euro che non sono stati recuperati sui prezzi. Chiediamo che venga riconosciuto lo sforzo economico sostenuto e che ci si impegni a varare delle misure ad hoc per non mandare in default un settore industriale con 120 mila addetti, migliaia di imprese e un fatturato di sei miliardi di euro l’anno.

«Proteggere da una crisi certa anche il settore della ristorazione collettiva» sostiene Massimo Piacenti, Presidente di ANIR Confindustria, «è un segnale forte e chiaro che l’impegno c’è per tutte le parti della società. I consumatori, da un lato, e le imprese, dall’altro. Abbiamo chiesto una urgente convocazione di un momento di confronto:  un tavolo con la convocazione di tutta la filiera, per definire le modalità di intervento sui prezzi – calmierazione dei prezzi e riconoscimento di quelli sostenuti –, considerato anche il momento che attraversa il Paese».

«Il continuo aumento dei prezzi alimentari sta deformando il servizio delle mense italiane, misure urgenti per evitare una crisi»

Continua l’allarme di ANIR Confindustria e di tutto il settore della ristorazione collettiva per il continuo aumento dei prezzi dei beni alimentari. Dall’ultima rilevazione ISTAT, a fronte di una stabilità generale dei rincari (+5,4%), rimane sempre molto elevato l’aumento dei prezzi del cosiddetto ‘carrello della spesa’ (+9,4). Una vicenda confermata anche dall’ANAC che, in una indagine sui servizi di ristorazione in ambito sanitario, ha evidenziato come nel 48% dei casi si rileva un discostamento tra il prezzo reale e il prezzo di riferimento dei pasti giornalieri che, nella maggior parte dei casi, sfora in eccesso del 20%. La situazione diventa sempre più difficile con il passare del tempo, con le aziende del settore che cercano di far fronte ad una crisi che non cenna a diminuire, nel completo disinteresse del governo e di molte parti sociali, cercando di far fronte con le proprie forze all’aumento dei costi, nonostante i prezzi degli appalti rimangano uguali nel tempo. Una situazione ancora peggiore a quella che ha portato ANIR Confindustria a continui appelli e mobilitazioni.
Da parte del Governo, e in particolare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato dal Ministro Urso, iniziano ad arrivare le prime risposte, con l’ipotesi di calmieramento dei prezzi che coinvolge tutta la filiera produttiva e distributiva, così come ANIR Confindustria ha richiesto da tempo. Serve però incisività all’azione di contrasto agli effetti dell’inflazione, con il riconoscimento delle richieste che l’associazione confindustriale fa ormai da mesi.
«Crediamo anche» precisa ancora il Presidente di ANIR Confindustria, Massimo Piacenti, «che alle imprese del nostro settore debba essere riconosciuto lo sforzo fatto finora per sostenere un servizio fondamentale per studenti, degenti negli ospedali e lavoratori. Ribadiamo la richiesta, già avanzata, di una nuova convocazione del Tavolo Nazionale della Ristorazione per discutere, con tutti i soggetti della filiera, di come procedere al contenimento dell’inflazione e al riconoscimento dei costi sino ad ora sostenuti, in un settore molto importante dal punto di vista sociale come il nostro».

RISTORAZIONE SCOLASTICA E PNRR: «Pronti a dare il nostro contributo per contrastare le povertà educative»

Save the Children nel rapporto “Il mondo in una classe. Un’indagine sul pluralismo culturale nelle scuole italiane” sottolinea l’importanza di un intervento strutturale e continuativo per cambiare le condizioni di vita dei bambini e raccomanda che gli interventi strutturali, come quelli del PNRR, siano l’occasione di un vero strumento di eguaglianza e contrasto alle povertà educative, visto che «asili nido, mense e tempo pieno sono ancora appannaggio di pochi».

Evidenziamo l’importanza di garantire l’accesso alla mensa scolastica e al tempo pieno, visto come uno strumento fondamentale per contrastare l’abbandono scolastico e come contrasto alle disuguaglianze. Si tratta di un’ulteriore testimonianza di come il servizio della ristorazione scolastica sia sempre stato un servizio pubblico importante. Questo di Save the Children è un rapporto che si aggiunge agli altri studi e alle altre indagini, che dimostrano come la mensa contribuisca a fornire un pasto giusto ai bambini e alle bambine appartenenti a famiglie fragili.

«C’è la grande opportunità» dice Massimo Piacenti, presidente di ANIR Confindustria, «dei finanziamenti del PNRR per poter fornire servizi fondamentali laddove non ci sono allo stato attuale. Lo studio di Save the Children indica una contrazione della quota di PIL investita in questo settore: siamo al 4,1% quando il resto d’Europa investe in media il 4,8%. Da parte delle imprese della ristorazione collettiva c’è la disponibilità ad un confronto ampio per poter dare il nostro contributo affinché il Governo e le altre Istituzioni coinvolte possano pensare di studiare un’azione efficace e duratura. Stiamo investendo su concetti come cibo pubblico e pasto giusto proprio perché consapevoli che le nostre società forniscono un servizio universale che, dove c’è, dà il suo contributo non solo in termini nutrizionali, ma anche formativi e sociali».

CARO PREZZI: «Contenimento e riconoscimento degli aumenti riguardano tutta la filiera della ristorazione collettiva».

Guardiamo con interesse alle iniziative intraprese dal Ministero delle Imprese del Made in Italy, e in particolare dal Ministro Adolfo Urso, per intervenire sul continuo aumento dei prezzi. Come imprese della ristorazione collettiva, crediamo che sia necessario un intervento che interessi tutta la filiera agroalimentare, industriale e della ristorazione anche attraverso il riconoscimento degli aumenti alle aziende che sino ad ora li hanno sostenuti, affinché le misure da adottare siano efficaci e non vengano penalizzate le aziende né i cittadini.

ANIR Confindustria da tempo si batte affinché il costante aumento dei prezzi dei generi alimentari venga riconosciuto in tutti i settori e soprattutto sul mercato pubblico: «Bene le iniziative del Ministro Urso e del Governo sulla dinamica dei prezzi dei beni alimentari al fine di contenere l’inflazione» dichiara il nuovo Presidente di ANIR Confindustria, Massimo Piacenti. «È un fenomeno che le aziende che si occupano di ristorazione collettiva purtroppo in questi mesi, anche nei periodi in cui gli aumenti dei generi alimentari erano fuori controllo, hanno conosciuto molto bene, visto che si sono dovute far carico interamente del caro prezzi. Chiediamo da tempo, sempre con la stessa energia, che vengano pensate e messe in piedi politiche strutturali, oltre ad interventi urgenti, che possano assicurare e garantire a tutti di essere a pieno titolo nel mercato, come la revisione dei prezzi sui contratti pubblici consentirebbe. Gli studi e le indagini prodotte, confermano l’importanza della ristorazione collettiva nell’assicurare un pasto giusto, ovvero corretto dal punto di vista nutrizionale e con costi accessibili, a fasce di popolazione fragili. Chiediamo quindi che venga convocato di nuovo il Tavolo Nazionale sulla Ristorazione dove abbiamo cominciato a discutere di questo con tutti i soggetti della filiera».

INDICI ISTAT e CARO PREZZI ALIMENTARI: «Servono interventi urgenti per fornire un servizio di pasti pubblici all’altezza»

Le nuove rivelazioni ISTAT purtroppo non sono di conforto per il settore della ristorazione collettiva. Il rallentamento dell’inflazione, che viene registrato dall’Istituto di Statistica su costi come quello dell’energia, viene vanificato dal continuo aumento degli alimentari non lavorati, che passano da un + 8,8% ad un 9,4% e da un rallentamento troppo tenue degli alimentari lavorati, che passano da un + 13,2% ad un + 11,5%.

«Per il nostro settore» afferma Massimo Piacenti, Presidente di ANIR Confindustria, «che si trova ad affrontare questo continuo aumento dei prezzi da troppo tempo, senza alcun riconoscimento degli aumenti determinato da una copertura stabile come quella normativa, si tratta di una situazione che si fa sempre critica. Temiamo che a settembre possa già determinare effetti sui servizi che offriamo, e quindi sui cittadini che ne fruiscono, e sui nostri lavoratori. Cerchiamo di guardare al futuro con consapevolezza, stiamo stringendo accordi di sistema importanti per migliorare la qualità del nostro servizio, come quello con Coldiretti, e nuove collaborazioni, come quella con Cittadinanzattiva. Ci troviamo però sempre di fronte a rilevazioni che parlano di un aumento dei beni alimentari, a cui sempre più spesso corrisponde un gestore pubblico che fa finta di niente. Con siccità e crisi del grano in vista, non pensiamo che la situazione migliori e temiamo si possa addirittura avere un peggioramento a breve. Credo sia il caso di concretizzare con interventi immediati il dialogo che con il governo va avanti da tempo, grazie alle interlocuzioni con Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ci stiamo caricando inoltre di un lavoro enorme, per far presenti queste difficoltà alle stazioni appaltanti che gestiscono il servizio di ristorazione collettiva pubblico. Credo sia convinzione ormai diffusa per tutte le parti in gioco, quella di voler fornire il servizio pubblico delle mense nelle migliori condizioni possibili, per farlo va ora riconosciuto questo infinito aumento dei prezzi anche alle aziende che lo sostengono».

CIBO PUBBLICO e PASTO GIUSTO: da (IM)MENSE parte la nuova campagna di ANIR Confindustria sulla mensa come servizio pubblico di qualità

Si è conclusa la seconda edizione di ‘Italia, storie (im)mense. La nuova stagione del cibo pubblico’, evento per riflettere sulle prospettive future della ristorazione collettiva in occasione del terzo anno di attività di ANIR Confindustria e della sua nuova presidenza. Molto interessante e approfondito il confronto avuto nella tavola rotonda che ha visto confrontarsi sul tema, moderati dal giornalista Antonello Barone, rappresentanti delle Istituzioni, come il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, e rappresentanti delle Associazioni e delle Imprese, come Luigi Scordamaglia, Capo Area mercati Coldiretti e AD Filiera Italia, e Tiziana Toto, responsabile delle politiche dei consumatori per Cittadinanzattiva, con il Presidente di Confindustria HCFS, Lorenzo Mattioli, e il Presidente di ANIR Confindustria, Massimo Piacenti.

Il sottosegretario Lucia Albano ha sottolineato l’importanza del settore della ristorazione collettiva e le misure allo studio dell’Esecutivo: «In questi mesi di ininterrotto dialogo con ANIR Confindustria e con il settore più in generale, è cresciuta la   sensibilità del Governo verso questo settore. Comprendiamo certamente la necessità di un quadro normativo sistemico del settore, attraverso l’esame dei provvedimenti necessari per risolvere le criticità. Abbiamo dichiarato di essere disponibili a un lavoro di  ascolto e di  confronto per produrre un’azione normativa».

Il capo area mercato di Coldiretti e AD di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia ha voluto sottolineare l’importanza della partnership con ANIR Confindustria: «Ci sentiamo parte di un’unica filiera, che vale 570 miliardi di euro, ovvero il 25% del PIL del Paese con 4 milioni di occupati. Grazie all’intuizione di ANIR Confindustria sul cibo pubblico, penso che si possa fare un grande percorso insieme per compensare le disuguaglianze, per educare e formare intere generazioni alla cultura del cibo, dei prodotti italiani in particolare, e della nutrizione. Abbiamo obiettivi comuni che perseguiremo assieme».

È intervenuta all’iniziativa di (IM)MENSE anche Tiziana Toto, responsabile delle politiche del consumatore di Cittadinanzattiva, in riferimento ad un cambio epocale che l’associazione dei consumatori richiede: «La funzione della ristorazione collettiva è fortemente sociale. Noi sosteniamo con forza il passaggio delle mense da servizio a domanda individuale a servizio universale che lo Stato deve garantire. In questo momento in Italia c’è un gap fondamentale: su 40 mila istituti scolastici che ci sono nel nostro Paese solo 13 mila prevedono il servizio di ristorazione collettiva. Bisogna fare in modo che sia lo Stato, anche in caso di una maggiore autonomia, a provvedere a questi servizi».

«Sul binomio cibo pubblico e pasto giusto» afferma il Segretario Generale di ANIR Confindustria, Paolo Valente, organizzatore dell’evento, «ANIR vuol svolgere in futuro una campagna di sensibilizzazione, innanzitutto presso le aziende aderenti e tutto il settore della ristorazione collettiva, per un ulteriore innalzamento della qualità̀ e della sicurezza dei propri servizi. Siamo coscienti di svolgere un servizio di pubblica utilità̀, e non solo un servizio a domanda, ed è per questo che siamo convinti di dover assicurare un pasto giusto a tutti i cittadini che ne fruiscono, per necessità, per opportunità̀ e per diritto. Diciamo giusto perché deve corrispondere ad un equo costo in rapporto alla qualità̀ dei prodotti alimentari scelti e alle modalità̀ di preparazione e somministrazione dei pasti».

«Quando avevo immaginato anni fa di dare una rappresentanza alla ristorazione collettiva» dice Lorenzo Mattioli, past president di ANIR Confindustria e Presidente di Confindustria Servizi HCFS, «era solo nei nostri sogni più ambiziosi realizzare ciò che sta avvenendo in questo evento. Stabilire una partnership con la Coldiretti, interloquire con il Governo e tutte le Istituzioni con la consapevolezza di tutte le parti su cosa rappresenta il nostro settore, avere avviato una interlocuzione con Cittadinanzattiva per stabilire una connessione con i consumatori. Tutto volto a migliorare continuamente il nostro servizio. Abbiamo vinto la sfida che ci eravamo dati, credo ci aspetti un grande futuro di sviluppo, sostenibilità e servizio pubblico».

«Facciamo parte di quei servizi per la vita, di cui il settore dei servizi integrati ha tanto parlato» commenta Massimo Piacenti neopresidente di ANIR Confindustria, «e crediamo che sia arrivato il momento che questa importanza, questo servizio pubblico trovi anche un riconoscimento normativo adeguato. Le imprese della ristorazione collettiva si fanno carico da mesi, ogni giorno, di far fronte con le sole proprie forze ad un’azione inflattiva fuori controllo, che in questi giorni stiamo scoprendo che non tenderà a diminuire nel breve periodo. Abbiamo chiesto, in più occasioni e anche in questa, un supporto dal Governo per tutelare un settore che si fa carico di un servizio pubblico e che è uno dei punti di maggior tutela per il cibo Made in Italy».

LA RISTORAZIONE COLLETTIVA GARANTISCE UN PASTO A 9 MILIONI DI ITALIANI OGNI GIORNO

Quaranta milioni di italiani, ovvero più di sette italiani su dieci, hanno utilizzato almeno una volta nella loro vita i servizi della ristorazione collettiva. Il primo dato in evidenza nella prima ricerca nata dalla collaborazione tra SWG Spa ed ANIR Confindustria, sulla ristorazione collettiva in generale e sulla ristorazione scolastica in particolare. A testimonianza che le mense sono un servizio centrale nella vita degli italiani, per risparmio di tempo, di denaro e per una innegabile comodità. Oltre a garantire, nelle scuole, un importante compito educativo e ad abituare gli studenti ad un regime alimentare vario ed equilibrato.

I servizi della ristorazione collettiva vedono soddisfatto oltre il 50% dei propri utilizzatori, che ne valutano positivamente non solo qualità e gusto, ma anche la capacità di offrire un pasto sano, ad un costo adeguato, capace di valorizzare i prodotti e le filiere produttive italiane. Un servizio che dal lato dei lavoratori consente di vivere la pausa pranzo con comodità, risparmiando tempo e denaro e garantendosi un pasto sano; dal lato delle famiglie di allievi delle scuole dell’infanzia e primarie, ha un forte valore educativo, aiuta ad insegnare a nutrirsi in maniera sana ed equilibrata e sostiene le famiglie nella crescita dei propri figli.

«Grazie alla ricerca effettuata da SWG» afferma il Presidente di ANIR Confindustria, Massimo Piacenti, «vengono sfatati tanti luoghi comuni legati alla ristorazione collettiva. Riusciamo ad avere una percezione precisa del settore e di ciò che rappresenta per milioni di italiani. Sono 9 milioni in Italia i cittadini che utilizzano abitualmente le mense. E altri 31 milioni hanno fruito della ristorazione collettiva almeno una volta nella loro vita. C’è una grande attenzione per questo settore che contribuisce alla salute e al benessere di milioni di bambini e di lavoratori. Credo che queste siano le basi solide del pasto giusto e cibo pubblico, concetti su cui puntiamo forte per il prossimo futuro».

Scarica qui la presentazione della ricerca SWG

MASSIMO PIACENTI È IL NUOVO PRESIDENTE DI ANIR CONFINDUSTRIA

L’assemblea dei soci ha ufficializzato il cambio alla guida di ANIR Confindustria. Un ringraziamento unanime al lavoro fatto dal past President di ANIR, Lorenzo Mattioli, Presidente di Confindustria Servizi HCFS, che ha saputo gestire nel migliore dei modi l’associazione in un periodo molto difficile tra effetti della pandemia e crisi energetica. Grande apprezzamento al nuovo Presidente di ANIR Confindustria, Massimo Piacenti, che sarà sicuro protagonista, in rappresentanza dell’associazione, di questo passaggio fondamentale della ristorazione collettiva come servizio per tutti, a garantire un pasto giusto e cibo pubblico.

«È stata un’esperienza importante» dice Lorenzo Mattioli, past president di ANIR Confindustria e Presidente di Confindustria Servizi HCFS, «in rappresentanza di un settore, come quello della ristorazione collettiva, di cui siamo riusciti a far comprendere il ruolo fondamentale, non solo nei periodi di crisi.  Dopo la pandemia e la crisi energetica, è stato un periodo di grande riscoperta per i servizi integrati in generale, di cui si è finalmente compresa l’importanza nel loro operare quotidiano. A garanzia di milioni di cittadine e cittadini, nei posti di lavoro, di studio, di cura. Siamo presenti, silenziosamente, nella vita di tutti i giorni per garantire sicurezza e salute».

«Abbiamo davanti un futuro importante» afferma Massimo Piacenti, Presidente di ANIR Confindustria, «perché gli interlocutori hanno oggi maggiore consapevolezza della ristorazione collettiva e della sua importanza, e per questo ringrazio il Presidente Mattioli con cui è stato davvero un onore lavorare. È necessario ora che a questa nuova dimensione venga data la giusta importanza, con l’introduzione di concetti come quello di cibo pubblico, inteso proprio come servizio per tutti, e come quello di pasto giusto.  E che venga riconosciuto finalmente un quadro di norme ad hoc, perché è necessario garantire un’agibilità per le aziende che hanno deciso o decidono di investire nel settore, che non è possibile avere con le normative vigenti. Scopriamo a nostre spese da mesi, ad esempio, che davanti ad un rialzo dei prezzi fuori controllo, non ci sono norme che tutelino noi e i cittadini che fruiscono dei nostri servizi».

Definita anche la squadra del Consiglio di Presidenza che, insieme al Segretario Generale di ANIR Confindustria, Paolo Valente, affiancherà il Presidente Piacenti nei prossimi tre anni con i Vicepresidenti Emilio Roussier Fusco, Tommaso Putìn, Graziano Sanna, Rosario Sortino.

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