Autore: Ufficio Stampa

Foto Lorenzo Mattioli ufficiale 2021

«Manovra finanziaria e revisione del codice appalti: le imprese del settore dei servizi per la ristorazione collettiva chiedono risposte concrete»

In questi giorni è stata varata dal Governo la manovra finanziaria ed è giunta alla fase conclusiva l’istruttoria messa in atto dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sulla revisione del codice appalti. Due momenti importanti per il Paese e, in particolare, per quei settori produttivi che aspettavano delle risposte concrete. Dopo la mobilitazione indetta attraverso una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, insieme a tutte le associazioni datoriali del settore della ristorazione collettiva, ANIR Confindustria, per voce del suo presidente Lorenzo Mattioli, sottolinea come sia necessario fare ancora di più e presto per aiutare un settore che a causa della forte impennata dei costi ha lanciato un vero e proprio allarme per la sua tenuta.

«Non possiamo ritenerci pienamente soddisfatti» afferma Lorenzo Mattioli, «perché c’è ancora molto da migliorare rispetto alla manovra finanziaria e alla revisione del codice appalti. Condividiamo l’esigenza di un forte intervento relativo al cuneo fiscale, che diminuisce il costo del lavoro e riguarda tutto il settore produttivo. Per quanto riguarda invece l’adeguamento automatico dei prezzi della ristorazione collettiva, che avevamo richiesto a gran voce, non abbiamo ricevuto alcun segnale nelle coperture di bilancio individuate dalla finanziaria e non vorremmo succedesse la stessa cosa nella revisione del codice appalti. Non possiamo purtroppo affermare di essere usciti dalla fase di crisi che abbiamo denunciato a gran voce e per la quale abbiamo annunciato una storica mobilitazione. Nella fase emendativa della manovra finanziaria daremo il nostro contributo, convinti delle nostre richieste e della disponibilità mostrata da tutto l’arco parlamentare durante i confronti avuti nei giorni scorsi».

Conferenza Stampa Anir Confindustria: “Forte il grido di allarme lanciato del settore della ristorazione collettiva”

Per la prima volta tutte le associazioni datoriali della ristorazione collettiva si sono mobilitate per denunciare uno stato di allarme senza precedenti. Mentre i costi variabili aumentano vertiginosamente, i servizi rimangono fissi perché non è previsto alcuno strumento di compensazione.

La richiesta di un tavolo al Governo è unitaria, per portare delle proposte di breve e medio periodo che possano davvero dare fiato ad un settore che, ogni giorno, fornisce un servizio fondamentale, come garantire i pasti, ad anziani, studenti, malati e lavoratori in tutta Italia.

 

(Video) Massimo Piacenti – Vice Presidente ANIR Confindustria

Le aziende della ristorazione collettiva escono da un periodo durissimo, con perdite anche del 40%. L’inflazione e il caro prezzi stanno compromettendo la ripresa post Covid. I costi variabili si stanno impennando e abbiamo ricavi che invece sono fissi. Una situazione insopportabile per un settore in cui operano 1500 aziende con 6,5 miliardi di euro di fatturato. Il nostro grido di allarme è relativa ad una situazione senza precedenti e per questo chiediamo un tavolo al Governo, affinché possa aiutare un settore fondamentale per il Paese. Per conto nostro avanzeremo in quella sede proposte concrete per il medio periodo che abbiamo elaborato.

Paolo Valente

(Video) Intervista Paolo Valente – Segretario Generale ANIR Confindustria

Un momento straordinario di unità tra le associazioni datoriali della ristorazione collettiva, che hanno annunciato una giornata di mobilitazione per rappresentare questa difficoltà. L’interlocuzione con il governo ci auguriamo porti a far fonte al rincaro dei prezzi. Abbiamo precise richieste da fare al Governo.
Il commento di Paolo Valente, Segretario Generale ANIR Confindustria

 

(Video) Intervista Lorenzo Mattioli, Presidente ANIR Confindustria

«È una giornata storica perché per la prima volta Confindustria ANIR, Confindustria Servizi, la Lega delle Cooperative e Confcooperative si sono ritrovate qui per la conferenza stampa per un’azione congiunta per chiedere un intervento immediato al Governo per salvare un settore che rischia di scomparire, quello della ristorazione collettiva». Queste le parole di Lorenzo Mattioli, Presidente di ANIR Confindustria e Confindustria Servizi HCFS.

La revisione prezzi per il settore delle mense scolastiche e ospedaliere deve essere un obbligo: a rischio una platea di 1.500 aziende e 110.000 lavoratori

Forte il grido di allarme lanciato dalle aziende del settore della ristorazione collettiva che denunciano la grave situazione di crisi che stanno attraversando: riuscire ad assicurare l’erogazione dei servizi, soprattutto nei contratti con la PA, senza vedersi riconosciuti gli aumenti dei costi – energia e derrate alimentari – che la situazione attuale sta imprimendo al mercato, visto che continuano ad erogare pasti con un costo maggiorato di c.ca il 20%.

Il continuo disinteresse delle istituzioni nei confronti di questo comparto lascia presagire, a breve, il collasso di un intero settore, con forti implicazioni sociali e sul mondo del lavoro, visto che oggi rappresenta 1.500 aziende per una platea di circa 110.000 addetti e un fatturato complessivo di 6,5 Mld.

Temi e difficoltà espresse in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, dalle associazioni più rappresentative del settore:  ANIR Confindustria e Alleanza delle Cooperative Italiane Servizi (Agci Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi) in cui sono stati chiesti al Governo i seguenti interventi:

–           Urgente Intervento normativo per ripristinare l’obbligo della revisione dei prezzi per il settore della ristorazione collettiva legata all’andamento degli indici ufficiali di riferimento, al fine di remunerare i maggiori costi legati al normale andamento dei mercati, unico meccanismo secondo le aziende per mettere in sicurezza i posti di lavoro e tutelare l’interesse pubblico alla corretta esecuzione delle prestazioni.

–           Riutilizzo delle rimanenze non assegnate del fondo di sostegno alla ristorazione collettiva anche per le perdite di bilancio dell’anno 2021;

–           Revisione dell’attuale applicazione dei CAM nella ristorazione collettiva, alla luce dell’entrata in vigore della nuova legge su km 0 e di filiera corta.

Importante la partecipazione istituzionale e politica alla conferenza stampa, grazie agli interventi del Gruppo parlamentare di Forza Italia, di Fratelli d’Italia, della Lega e del Partito Democratico che hanno preso l’impegno di approfondire immediatamente le questioni e le soluzioni poste.

Le Associazioni intendono mantenere alto il livello di attenzione sul settore, attraverso l’organizzazione di una straordinaria Mobilitazione Nazionale del Settore, che prossimamente coinvolgerà lavoratori e utenti.

Solo un intervento straordinario con effetto immediato sui contratti in corso, così come previsto per il settore dei lavori pubblici, può salvare il settore.

Soltanto dopo aver affrontato l’emergenza con le opportune misure legislative le Associazioni chiederanno l’istituzione di un tavolo al governo per discutere interventi organici per un settore che garantisce servizi essenziali per il Paese e che occupa migliaia di lavoratrici e lavoratori.

 

Per vedere l’intera conferenza: https://webtv.camera.it/evento/21311

Il settore della ristorazione collettiva chiede interventi immediati al Governo per evitare lo stop ai servizi essenziali per scuole e strutture sanitarie

Le aziende del settore della ristorazione collettiva denunciano, ormai da troppo tempo, la grave situazione di crisi che stanno attraversando: riuscire ad assicurare l’erogazione dei servizi, soprattutto nei contratti con la PA, senza vedersi riconosciuti gli aumenti dei costi – energia e derrate alimentari – che la situazione attuale sta imprimendo al mercato.

L’impossibilità di rimodulare i contratti e di avere la necessaria revisione dei prezzi sta determinando una situazione non sostenibile, a totale carico delle imprese per non interrompere i servizi di ristorazione nelle scuole, nei presidi ospedalieri e in moltissimi ambiti della amministrazione pubblica, ritenuti essenziali e indifferibili. Una condizione che determina forti disequilibri economici che stanno esponendo Imprese e Cooperative a gravi rischi, dopo essere state già fortemente colpite dagli effetti della pandemia.

Il continuo disinteresse delle istituzioni nei confronti di questo comparto lascia presagire, a breve, il collasso di un intero settore, con forti implicazioni sociali e sul mondo del lavoro, visto che oggi rappresenta 1.500 aziende per una platea di circa 110.000 addetti. E un fatturato complessivo di 6,5 Mld.

Per questo il giorno 14 Novembre alle ore 16, presso la Camera dei Deputati, durante una apposita conferenza stampa ANIR Confindustria e Alleanza delle Cooperative Italiane Servizi (Agci Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi) hanno chiesto al Governo i seguenti interventi:

–           Urgente Intervento normativo nell’ambito dei prossimi Decreti di aiuti o di emergenza per introdurre a carattere emergenziale la possibilità di rimodulazione e rinegoziazione dei contratti in essere con la PA e l’introduzione dell’obbligo della revisione dei prezzi sulla base di indici ufficiali sulla variazione dei costi delle materie prime;

–           Riutilizzo delle rimanenze non assegnate del fondo di sostegno alla ristorazione collettiva anche per le perdite di bilancio dell’anno 2021;

–           Revisione dell’attuale applicazione dei CAM nella ristorazione collettiva, alla luce dell’entrata in vigore della nuova legge su km 0 e di filiera corta.

Le Associazioni avvieranno quindi una straordinaria Mobilitazione Nazionale del Settore, coinvolgendo lavoratori e utenti.

Solo un intervento straordinario con effetto immediato sui contratti in corso, così come previsto per il settore dei lavori pubblici, può salvare il settore.

Soltanto dopo aver affrontato l’emergenza con le opportune misure legislative le Associazioni chiederanno l’istituzione di un tavolo al governo per discutere interventi organici per un settore che garantisce servizi essenziali per il Paese e che occupa migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Foto Lorenzo Mattioli ufficiale 2021

Lorenzo Mattioli (Presidente ANIR), sollecita il nuovo Governo a dare un nuovo impulso al comparto dei servizi della ristorazione collettiva.

Il Presidente di ANIR e di Confindustria Servizi HCFS, Lorenzo Mattioli, sollecita il nuovo Governo a dare un nuovo impulso ai temi messi sul tavolo dal comparto dei servizi della ristorazione collettiva.

«Il governo guidato dal Presidente Giorgia Meloni ha incassato una netta fiducia dal Parlamento intorno ad un programma chiaro e dopo un’ampia discussione sia alla Camera che al Senato. Ho avuto modo di apprezzare la capacità di dare rapidamente riposta al bisogno di stabilità e alla necessità di un indirizzo preciso per la governance del Paese. Confidiamo nella capacità di dare nuovo impulso ai temi legati all’industria, vista l’attenzione posta dallo stesso Presidente al tema della produzione, con particolare riferimento alle forti criticità che incontrano le imprese in questo momento: in particolare energia e caro prezzi. Il comparto dei Servizi ha dimostrato in questi anni di essere a pieno titolo al centro della questione legata alla politica industriale del Paese. 2,5 milioni di lavoratori e migliaia di imprese che si prendono cura, ogni giorno, di sanificazione, trasporti e mense. Per questo crediamo che il modo migliore per riconoscere la centralità del settore sia quello di istituire finalmente un’apposita delega ministeriale».

APERTE LE ISCRIZIONI | il programma dei Lavori della settima edizione di LiFE (13 e 14 Dicembre Roma)

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla settima edizione di LiFE (Labour intensive facility event) manifestazione promossa dalla federazione confindustriale Confindustria Servizi HCFS con il contributo di ANIR Confindustria, che si terrà il 13 e 14 dicembre 2022 presso la particolare cornice dell’Hotel Parco dei Principi di Roma.
Pronto il programma dei lavori che per due giorni vedrà radunarsi tutto il settore del Facility Management in un unico il business meeting: imprese, istituzioni, stakeholder e opinion leader si incontreranno con la necessità di confrontarsi con i nuovi scenari determinati dalle nuove dinamiche economiche, sociali e lavorative che il covid, la crisi economica e gli eventi bellici hanno innescato (la novità di LiFE Connext permetterà di avere momenti dedicati al B2B tra le imprese).

“Avere cura dell’ITALIA – l’Industria dei servizi alle imprese, agli immobili e alle collettività” è il tema al centro di settima edizione, che si svilupperà sui seguenti focus tematici: nuovi scenari (regole e mercato, opportunità e criticità) ; transizione ecologica (sostenibilità e innovazione tra crisi e ripartenza); qualità, igiene e sicurezza – (lavoro, professione e formazione). Le prospettive dei Servizi, quindi, in termini di mercato e relazioni industriali, sempre più importanti per proiettare il settore Labour intensive in una dimensione moderna e all’altezza delle sfide che ci aspettano. Per questo LiFE sarà l’occasione dove lanciare una nuova politica dei Servizi, al nuovo governo e al nuovo Parlamento, rivendicando il ruolo essenziale che imprese e lavoratori hanno nel prendersi cura delle persone, degli spazi e delle imprese del Paese.

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Delibera n. 441 del 28 settembre 2022 ANAC – LINEE GUIDA QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI E DELLE CENTRALI DI COMMITTENZA

Con la Delibera n. 441 del 28 settembre 2022 l’ANAC ha approvato in via definitiva le Linee guida che individuano i requisiti necessari per la qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza.

Il nuovo sistema, che porterà a una riduzione delle stazioni appaltanti, diventerà operativo con l’entrata in vigore della riforma del codice appalti.

L’ANAC nella delibera individua i requisiti obbligatori per poter essere ammessi alla procedura di qualificazione per la progettazione e l’affidamento di lavori, servizi e forniture. I requisiti obbligatori sono l’iscrizione all’anagrafe unica delle stazioni appaltanti (Ausa), una struttura organizzativa stabile e la disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione delle procedure di gara.

L’ANAC individua, altresì, tre livelli di qualificazione basati su determinati punteggi: basteranno 30 punti a regime per qualificarsi per i lavori inferiori a un milione di euro (livello L3), 40 punti per importi superiori a un milione di euro e inferiori alla soglia di rilevanza comunitaria (livello L2), 50 punti per importi pari o superiori alle soglie di rilevanza comunitaria (livello L1).

Per i primi due anni, sono previsti degli ‘sconti’, la qualificazione cioè può essere ottenuta anche con un punteggio inferiore di 10 punti per il livello 3 e di 5 punti per gli altri due livelli; per il secondo anno inferiore di 5 punti per il livello 3 e di 2 per gli altri due livelli.

I punti si ottengono a seconda del possesso di determinati requisiti (oltre a quelli obbligatori): 20 punti per la presenza nella struttura organizzativa di dipendenti con competenze specifiche; 20 punti se possiede un sistema di aggiornamento e formazione del personale; 40 punti per il numero di gare svolte nel quinquennio precedente la domanda di qualificazione; 10 punti per l’uso delle piattaforme telematiche.

Si ottengono punti anche per l’assolvimento degli obblighi di comunicazione dei dati sui contratti pubblici che alimentano la Banca dati ANAC e degli obblighi sul monitoraggio dello stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell’uso dei finanziamenti previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti.

ANAC effettuerà a campione verifiche sulle informazioni dichiarate dalle stazioni appaltanti e dalle centrali di committenza per controllarne la veridicità e confermare il livello di qualificazione. Il punteggio di qualificazione viene aggiornato annualmente.

Sono qualificati di diritto il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, compresi i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, Consip, Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, Difesa servizi, Sport e salute Spa.

Sono, invece, qualificate con riserva le stazioni uniche appaltanti delle città metropolitane e delle province.

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