Autore: Ufficio Stampa

Il Contratto Nazionale dei Lavoratori della Ristorazione Collettiva sia strumento di crescita e competitività del settore

ANIR Confindustria accoglie con preoccupazione la recente firma del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) per la ristorazione collettiva, avvenuta senza la nostra partecipazione, quella di ANGEM e di Confcooperative. Riteniamo giusto il rinnovo del CCNL per i pubblici esercizi, un importante contratto nazionale di grande rilevanza per il settore.

Nonostante le nostre reiterate richieste, siamo stati esclusi dalle trattative che hanno portato alla firma dell’accordo per la ristorazione collettiva, firmato dalle sole associazioni datoriali FIPE e Legacoop Produzione e Servizi. Questo accordo, che noi non sottoscriveremo, è stato stipulato senza il coinvolgimento di ANIR, che non è mai stata invitata al tavolo delle trattative. Di conseguenza, non abbiamo potuto partecipare né sottoscrivere il contratto, nonostante i nostri ripetuti tentativi di essere coinvolti.

Siamo dispiaciuti e riteniamo sia un errore non aver potuto affrontare il tema della ristorazione collettiva con un impianto contrattuale che, almeno sul piano normativo, consenta a questo settore di essere competitivo. Crediamo fermamente che si possa ancora lavorare per un contratto specifico per i dipendenti della ristorazione collettiva.

La decisione di procedere alla firma senza considerare la mancata partecipazione del 70% delle imprese del settore solleva serie preoccupazioni sulla reale efficacia e rappresentatività del nuovo contratto. ANIR Confindustria desidera inoltre spostare l’attenzione sui problemi strutturali che affliggono il settore e che non possono essere risolti solamente con la firma di questo contratto, come l’aggiornamento dei prezzi a fronte dello spropositato aumento dei costi sostenuti.

È evidente che oggi ANIR, ANGEM e Confcooperative, in modalità diverse, non sottoscrivono questo contratto e ribadiscono la volontà di incontrare le parti sindacali sui temi specifici della ristorazione collettiva. Ci auguriamo che questo incontro possa avvenire presto, nell’interesse delle migliaia di lavoratori e addetti del settore.

Sciopero non risolve nulla. Vogliamo dare un futuro al settore, questo CCNL purtroppo non lo garantisce

ANGEM e ANIR Confindustria insieme rappresentano il 70% delle imprese della ristorazione collettiva, e hanno da mesi posto la questione del riconoscimento delle peculiarità della Ristorazione Collettiva in sede del rinnovo del contratto del Turismo e dei Pubblici Esercizi anche per mettere in evidenza la professionalità delle imprese associate che necessita di essere riconosciuta. I sindacati, legittimamente ma fornendo cattive informazioni, hanno portato avanti uno sciopero nei confronti delle sole aziende aderenti ad ANGEM e ad ANIR, con toni che, replicando cliché precostituiti, come quello per cui avremmo minacciato i sindacati, hanno fatto andare la protesta al di là delle semplici rivendicazioni contrattuali, purtroppo ottenendo un esiguo risultato sul piano territoriale.

Interveniamo solo ora a sciopero concluso per rispetto del diritto a manifestare dei lavoratori, come in questo caso, cogliendo anche in questa circostanza come in altre vicende più drammatiche il grande senso di responsabilità che dimostrano cercando di garantire sempre il servizio, seppur in condizioni minime.

ANGEM e ANIR Confindustria hanno già notificato che se il CCNL fosse rinnovato senza il concorso attivo, della effettiva rappresentanza della Ristorazione Collettiva il rinnovo non potrà essere riconosciuto come applicabile al nostro settore di attività, precisando per altro che questo non impedirà l’eventuale firma della parte che attiene ai Pubblici Esercizi.

«Da molto tempo» afferma Massimo Piacenti, Presidente di ANIR Confindustria, «chiediamo che, congiuntamente con la revisione del CCNL, il Governo discuta della revisione del codice appalti. Riconoscendo al contempo l’aumento dei costi sostenuti in questi ultimi due anni dal nostro settore, a causa degli aumenti che generi alimentari ed energia. Costi che hanno sostenuto le aziende stesse, senza avere la possibilità di revisionare i prezzi soprattutto nei contratti relativi ai servizi tipo pubblico come scuole e ospedali».

Continua Carlo Scarsciotti, Presidente di ANGEM, «Il rinnovo del Contratto di lavoro della Ristorazione Collettiva non può essere decontestualizzato rispetto alla crisi che il settore sta attraversando e alla risoluzione dei problemi che stanno mettendo in crisi la tenuta delle imprese, chiediamo quindi un intervento del Governo e delle Istituzioni per apportare le modifiche necessarie al Codice dei Contratti, per inserire una reale ed efficace revisione dei prezzi, e alla obbligatorietà della applicazione dei Criteri Ambientali Minimi, definiti a suo tempo con un approccio meramente ideologico senza alcuna dimostrazione della sostenibilità e con incrementi di costi non correlati a prezzi di appalti di fatto fissi e storici.»

ANGEM e ANIR ritengono che debba essere superata questa fase critica dalla quale dipende il futuro della Ristorazione Collettiva, e non intendono delegare nessuno ad occuparsi del Contratto Nazionale di lavoro, tantomeno da parte di chi non svolge questa attività.

Le Associazioni ribadiscono che servono corrette relazioni industriali, azioni congiunte tra le parti sociali e che Parlamento e Governo facciano la loro parte.

Il CCNL deve poter rappresentare anche la ristorazione collettiva. Si istituisca un Tavolo Nazionale per dare un futuro al settore

ANIR Confindustria e ANGEM stanno ponendo la questione della ristorazione collettiva al tavolo che vede FIPE impegnata a rinnovare il contratto del turismo e dei pubblici esercizi.
Ad ANIR non è stato permesso di partecipare, ad ANGEM è stato impedito di poter stralciare il tema della ristorazione collettiva.

L’obiettivo è ottenere un contratto nazionale della ristorazione collettiva, con adeguamento dei salari al costo della vita e un impianto normativo per rendere competitivo il settore. Le nostre richieste non hanno avuto risposta, nonostante siano effettuate dal 70% delle
imprese del settore, non rappresentate in sede di rinnovo del CCNL. Si sta scegliendo di rinnovarlo con una minoranza delle imprese del settore, per lo più rappresentanti di aziende cooperative.

Le forze sindacali hanno proclamato uno sciopero nazionale di settore, ma solo nei confronti delle aziende rappresentate da ANGEM ed ANIR. Tacciando le nostre richieste di servire da azione di disturbo. Cosa bizzarra e paradossale: da un lato colpisce le associazioni – e le
aziende – a cui non viene permesso di partecipare alla contrattazione ufficiale; allo stesso tempo sono individuate come interlocutori con uno sciopero mirato. A noi sembra chiaro che, laddove il CCNL citato fosse rinnovato senza il nostro attivo concorso, non potremmo certamente riconoscere quel contratto come applicabile al nostro settore di attività.

Crediamo che la vicenda meriti attenzione da parte di chi, per il Governo nella revisione del codice appalti, sta verificando la possibilità di riconoscere l’aumento dei costi sostenuti in questi ultimi due anni dal nostro settore, per via degli aumenti che generi alimentari ed energia hanno avuto e che hanno sostenuto solo le aziende senza avere la possibilità di revisionare i prezzi soprattutto nei contratti relativi ai servizi di ristorazione collettiva di tipo pubblico (scuole, ospedali).

«Unità e azione per il futuro della Ristorazione collettiva»

Molto positivo il primo incontro del Tavolo Nazionale della ristorazione collettiva, a cui hanno partecipato numerose aziende e le principali associazioni di categoria, tra cui ANIR Confindustria, Angem e Confcooperative. Il Presidente di ANIR Confindustria, Massimo Piacenti, ha dichiarato:

«Il settore della ristorazione collettiva sta attraversando una crisi senza precedenti. Gli effetti della pandemia, seguiti dalle tensioni del conflitto russo-ucraino, hanno esacerbato le difficoltà economiche e operative delle nostre imprese. Gli aumenti esponenziali dei costi delle materie prime e dell’energia, combinati con un’inflazione alle stelle, hanno messo a dura prova la sostenibilità economica del nostro comparto, che opera anche attraverso appalti pubblici. Le attuali normative sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) e i meccanismi di revisione dei prezzi si sono rivelati inadeguati, penalizzando il nostro settore.»

Piacenti ha sottolineato l’importanza del confronto e della collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, affermando: «È fondamentale che tutte le parti interessate assumano la stessa responsabilità dimostrata dalle imprese del nostro settore, che continuano a fornire servizi pubblici essenziali nonostante le difficoltà. Solo attraverso norme e interventi contrattuali mirati potremo riportare il settore a livelli di redditività accettabili.»

Durante l’incontro, sono stati discussi temi cruciali per il futuro della ristorazione collettiva, tra cui la necessità di riformare il codice degli appalti, l’adeguamento dei CAM alla luce dei nuovi rating ESG e l’impatto dell’aumento dei costi del lavoro. «Questa è solo la prima tappa di un percorso che deve vedere la partecipazione attiva di aziende, lavoratori e parti sociali per creare un dialogo costruttivo volto alla crescita e allo sviluppo del settore», ha concluso Piacenti.

Tavolo “Contratti servizi e forniture” istituito presso il Ministero dei lavori e delle infrastrutture (MIT)

Gentili Associati, con la presente vi informiamo circa le attività che l’associazione sta svolgendo in materia di appalti pubblici, codice appalti e revisione prezzi, argomenti di cui la categoria e le aziende sono particolarmente coinvolte.

Attualmente ANIR Confindustria sta svolgendo diverse e intense attività che interessano la nuova attuazione del codice degli appalti e la possibilità di un suo correttivo che preveda una diversa revisione prezzi per quel che riguarda i servizi rispetto a quella attuale che sostanzialmente coinvolge i contratti di lavoro: due sono i versanti su cui si sta operando, uno di carattere tecnico ed istituzionale presso il MIT e l’altro rivolto all’arco parlamentare per un correttivo del codice da attuarsi a breve.

Per i lavori del tavolo “Contratti servizi e forniture” istituito presso il Ministero dei lavori e delle infrastrutture (MIT), previsto dall’art.60 del codice degli appalti al comma 4, dove si intende specificare indici e modalità di applicazione della revisione dei prezzi nei contratti dei servizi; nel merito è stata adottata e condivisa una nota metodologica che individua indici di riferimento univoci tra gli indici CPV (indici comuni negli appalti)  e gli indici ISTAT, ciò ha permesso di individuare la possibilità di introdurre una ponderazione degli indici e dei coefficienti da utilizzare per la  revisione dei prezzi per la ristorazione collettiva, ponderando il costo del lavoro (poiché settore labour intensive) , il costo delle materie prime e della loro lavorazione e i costi indiretti (energia logistica e vari). Una attività che si sta svolgendo congiuntamente con le altre associazioni di categoria dove sono emerse alcune esigenze e problematiche comuni, per le quali si sta proponendo: così come indicato dal metodo proposto per i Servizi complessi caratterizzati dall’assenza di indici specifici si ritiene necessario introdurre una ponderazione di indici Istat che contempli il costo del lavoro, quello delle Materie prime alimentari, e i costi indiretti (vari) . È stata effettuata una ricognizione coinvolgendo i maggiori operatori del settore analizzando i costi reali sostenuti, in relazione ad appalti di ristorazione collettiva che possono ritenersi rappresentativi di un contratto di appalto “tipo”, per varie ragioni, sulla base dell’orientamento metodologico assunto dal tavolo, è ragionevolmente possibile stimare che, in un servizio di ristorazione, le principali voci di costo, con le relative incidenze sul costo totale del servizio, rappresentative di un servizio “tipo”, sono quelle tre sopra elencate.

Sul piano più politico ed istituzionale ANIR a seguito della conferenza stampa tenutasi a gennaio dove ANIR denunciava l’urgenza di un intervento correttivo del codice sull’istituto della revisone dei prezzi ad un anno dalla sua entrata in vigore; una serie di attività hanno portato alla nascita di una “risoluzione parlamentare)  specifica presentata in questi giorni  alla VIII commissione ambiente lavori e territorio della camera dei deputati, che prevede un ampio intervento emendativo del codice e in particolare per l’art 60 dove per i contratti di servizi continuativi e periodici (come sono quelli della ristorazione collettiva) è prevista una modalità di riconoscimento della revisione dei prezzi direttamente ancorata alla variazione degli indici Istat previsti.

Unità d’intenti per la Ristorazione Collettiva: tavolo strategico per affrontare la crisi

Il tavolo della ristorazione collettiva si è riunito a Roma lo scorso 29 aprile, per discutere del grave momento di difficoltà che il settore sta affrontando, e per prepararsi in vista delle sfide sul mercato, soprattutto pubblico, e sulle dinamiche sociali che riguardano le imprese, le rappresentanze del settore e gli addetti impiegati nel settore.

L’incontro si è svolto tra imprese e delegazioni delle associazioni di categoria della ristorazione collettiva di ANIR Confindustria, Angem e Confcooperative. Una grande novità che rende strategico il percorso di lavoro individuato, un percorso aperto al contributo di tutti gli operatori, a cui stanno partecipando anche numerose imprese del settore.

Le Associazioni presenti al tavolo, attraverso tutti i canali disponibili e con diverse modalità di coinvolgimento, hanno più volte segnalato la grave crisi in cui versa il comparto. Una crisi senza precedenti che, in questi ultimi quattro anni, ha messo in discussione la tenuta economica delle imprese e l’equilibro economico di quasi tutti i contratti in essere, con l’inevitabile effetto di privilegiare la tenuta patrimoniale delle imprese e il mantenimento dell’occupazione rispetto ad investimenti, ancor di più indifferibili, necessari per la valorizzazione del comparto.

Più volte sono stati sottolineati gli effetti della pandemia e le devastanti conseguenze per le imprese della ristorazione collettiva, con il conseguente mancato recupero delle ingenti perdite di volumi produttivi e di redditività; a differenza di ciò che è successo per le imprese operanti in altri segmenti dello stesso generale settore della ristorazione, che rispondono a caratteristiche e logiche del mercato profondamente diverse.

Dopo la pandemia, l’avvento del terribile conflitto bellico russo-ucraino ha prodotto, a sua volta, effetti negativi e tensioni senza precedenti, in particolare per il comparto delle mense: un’inflazione salita alle stelle e un rincaro dei costi delle materie prime alimentari e dell’energia. Conseguenze ancora più rilevanti in un mercato in prevalenza costituito da appalti pubblici, regolato da norme che rendono insignificanti, e comunque del tutto inadeguati, i vigenti meccanismi di revisione dei prezzi.

Ai già citati rincari si sono, inoltre, sommati spesso gli incrementi esponenziali e le difficoltà di reperimento delle materie prime alimentari, fattori conseguenti alla normativa dettata dai Criteri Ambientali Minimi, tali da alterare, nel quadro riferito, la correlazione esistente tra i bisogni del mercato e la produzione primaria.

A fronte di quanto descritto e delle notevoli difficoltà, ancora esistenti, ad immaginare interventi normativi che abbiano il dovuto carattere di urgenza, si vorrebbe sensibilizzare e stimolare tutti gli attori coinvolti, affinché assumano il medesimo senso di responsabilità che le imprese hanno dimostrato e concretamente attuato, continuando ad erogare servizi pubblici essenziali a condizioni di nessuna o addirittura negativa redditività. Riteniamo che solo attraverso norme e interventi contrattuali mirati, il comparto possa tornare a livelli di redditività accettabili.

Per tale ragione si intende avviare un confronto specifico sulla ristorazione collettiva, aperto al contributo di aziende e associazioni di categoria, di cui questo incontro è solo una prima tappa. Perché il settore trovi condizioni che rendano il comparto pienamente competitivo, con aziende, lavoratori e parti sociali che concorrono ad un dialogo rivolto alla crescita e allo sviluppo del comparto.

Il confronto si è avviato affrontando una vasta gamma di temi: a partire dai principali asset competitivi del settore, che sono dovuti al comparto produttivo e di servizi che caratterizza la ristorazione collettiva, alle politiche del lavoro che riguardano il labour intensive e il suo impatto sociale. Per arrivare a quelli più specifici relativi alla mancanza di prezzi di riferimento sul mercato adeguati: l’urgenza di una correzione del codice appalti vigente, che penalizza le aziende di servizi nel vedersi riconosciuta la revisione dei prezzi; la definizione di nuovi CAM (Criteri Ambientali Minimi) anche alla luce dei nuovi rating ESG delle imprese; l’aumento del costo del lavoro e tutte le implicazioni che ha sulle imprese e sui lavoratori.

L’incontro rappresenta solamente la prima tappa di un impegno comune per la moderna competitività di un settore vitale per l’economia italiana.

2° Forum ESG2030

Il Presidente di ANIR-Confindustria, Massimo Piacenti, parteciperà al dibattito intitolato “AGENDA 2030: SIAMO IN RITARDO, POSSIAMO PERMETTERCELO?”. L’evento metterà in luce le sfide e le opportunità legate all’implementazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

L’incontro verrà introdotto da Cesare Saccani, Presidente di Diligentia ETS, e moderato da Sergio Luciano, Direttore responsabile di Economy ed Investire. Tra i relatori, figure di spicco come il Prof. Enrico Giovannini, Andrea Alemanno, e il Prof. Marco Pironti.

Anir Confindustria, attraverso il suo Presidente Piacenti, evidenzierà l’importanza di accelerare la consapevolezza e l’interazione tra le diverse categorie di attori responsabili, al fine di spostare l’economia verso un modello sostenibile. Oltre a ribadire l’impegno di Anir Confindustria, nell’attuazione dell’Agenda 2030 tramite la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, e l’importanza di contribuire attivamente a questo processo. Un impegno che già è fattivo attraverso il tavolo di lavoro per le ESG nella ristorazione collettiva.

Piacenti, Presidente ANIR: «Con designazione di Orsini a Presidente, Confindustria può guardare con fiducia al futuro»

L’Associazione Nazionale Imprese della Ristorazione Collettiva (ANIR), che aderisce a Confindustria per il tramite di Confindustria Servizi HCFS, esprime le sue più sincere congratulazioni a Emanuele Orsini, per la sua designazione a Presidente di Confindustria.
Sotto la guida di Emanuele Orsini, siamo fiduciosi che Confindustria continuerà a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per il tessuto imprenditoriale italiano, promuovendo lo sviluppo e la crescita sostenibile dell’economia del nostro Paese. La sua visione e il suo impegno saranno decisivi nel navigare le sfide che il futuro riserva alle imprese italiane, in un contesto economico globale di transizione, sempre più complesso e interconnesso.
«In qualità di Presidente dell’ANIR,» afferma Massimo Piacenti, «e a nome di tutte le imprese che rappresentiamo nel settore industriale della ristorazione collettiva, desidero esprimere il nostro pieno sostegno e la nostra disponibilità a collaborare con Emanuele Orsini e la sua squadra. Siamo convinti che insieme potremo lavorare efficacemente per il bene dell’industria italiana e per il settore dei servizi industriali di cui facciamo parte; per il rafforzamento della posizione dell’Italia nel panorama economico internazionale.
Un ringraziamento va anche al Presidente Bonomi che ha presieduto la nostra confederazione in uno dei periodi più difficili dal punto di visto storico economico e politico; le scelte importanti di questi anni hanno permesso la tenuta del mondo del lavoro e la tenuta del tessuto sociale fortemente provati, un bagaglio che è ormai acquisito e a disposizione del Paese».

«Ristorazione collettiva, il CCNL sia strumento di crescita e competitività per tutto il comparto»

ANGEM e ANIR Confindustria, in una nota congiunta indirizzata alle Organizzazioni Sindacali, evidenziano la necessità di un tavolo di confronto per la ristorazione collettiva, che affronti le specificità e le criticità del comparto che, dalla pandemia in poi, ha subito un forte cambiamento a cui deve corrispondere un innovativo impianto contrattuale, in grado di governare e di rilanciare il settore, rendendolo più forte e più competitivo.

La ristorazione collettiva, servizio pubblico essenziale rivolto soprattutto a fasce fragili di utenza, sta attraversando un periodo di crisi senza precedenti. Rappresenta una fetta significativa dell’economia, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro, impiegando circa 120 mila lavoratori di cui il 95% con contratti a tempo indeterminato. Negli ultimi quattro anni la tenuta economica delle imprese è stata messa a dura prova, arrivando a minacciare la sostenibilità dei contratti esistenti, per la necessità di concentrare le risorse rimaste nel tentativo di recuperare le perdite, a discapito della valorizzazione dell’intero comparto.

Una crisi acuita dagli effetti devastanti della pandemia, che ha generato ingenti perdite di volumi produttivi e di redditività, e da un conflitto bellico che ha innescato una spirale inflazionistica e un aumento dei costi senza precedenti per materie prime ed energia. A tutto ciò si aggiungono le difficoltà legate all’emanazione di regole e norme, come il nuovo Codice dei contratti pubblici e la complessa applicazione del decreto sui Criteri Ambientali, che non tengono conto delle istanze e della realtà di settore, a cui si aggiungono le difficoltà nel reperimento delle materie prime.

In questo inedito e difficile contesto è indifferibile un dialogo costruttivo con le parti sociali per la costruzione di un contratto nazionale del lavoro, focalizzato e specifico per il comparto.

«Al momento, il tavolo di discussione esistente per il rinnovo del CCNL Turismo e pubblici esercizi si è rivelato poco attento alle peculiarità e alle esigenze della ristorazione collettiva, essendo, comprensibilmente e naturalmente egemonizzato dalla specificità del comparto dei pubblici esercizi, portatore , come è noto a tutti, di problematiche e caratteristiche profondamente diverse, e sempre più divergenti dal nostro settore; in conseguenza di ciò ANGEM e ANIR Confindustria non riconoscono  la rappresentatività del settore a quel tavolo ed avanzano la richiesta di un incontro che tratti in modo distintivo la ristorazione collettiva». Intervengono così Massimo Piacenti, Presidente di ANIR Confindustria, e Carlo Scarsciotti, Presidente di ANGEM.

«Riteniamo essenziale istituire – continuano i due Presidenti di ANIR e ANGEM – per la prima volta un ‘Tavolo Negoziale della Ristorazione Collettiva’ che possa affrontare in modo focalizzato e specifico le problematiche del settore, superando le disomogeneità rispetto agli altri comparti (come la ristorazione commerciale e i pubblici esercizi) e stabilendo un percorso condiviso verso il rinnovo contrattuale. Solo affrontando le specificità della ristorazione collettiva potremo garantire condizioni di lavoro e retribuzioni eque e sostenibili per tutti i lavoratori e una competitività del settore che leghi la produttività e un moderno sistema di welfare. Per tali ragioni rivolgiamo un forte appello alla collaborazione e al dialogo tra tutte le parti coinvolte, dialogo che finora purtroppo è mancato, ma che in un momento cruciale per il futuro di un settore e di una filiera strategici è diventato indispensabile.

Il nostro è un appello al senso di responsabilità nel rispetto del ruolo politico che deve avere il tavolo di confronto tra le parti sociali, in tal senso invitiamo le organizzazioni sindacali ad un incontro da tenersi entro aprile. È tempo di agire insieme per affrontare le sfide del nostro tempo e costruire un futuro migliore per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici e per tutte le imprese della ristorazione collettiva».

8 Marzo: ANIR sostiene la Campagna di Sensibilizzazione ‘Gustiamo Insieme la Vita’ di Donna Donna Onlus

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, ANIR è orgogliosa di sostenere la campagna di sensibilizzazione “Gustiamo Insieme la Vita” presentata alla Camera dei Deputati da Donna Donna Onlus.

La campagna, che promuove l’importanza di uno stile di vita sano e consapevole attraverso il piacere della buona cucina, riflette perfettamente i valori che ANIR promuove nel settore della ristorazione.

Attraverso iniziative come questa, ci impegniamo a promuovere non solo il pasto giusto, ma anche uno stile di vita equilibrato e sostenibile. Vogliamo incoraggiare le persone a gustare il cibo in modo consapevole, apprezzando non solo il sapore, ma anche l’impatto positivo che una dieta equilibrata ha sulla salute e sul benessere generale.

Siamo fieri di collaborare con organizzazioni come Donna Donna Onlus per diffondere messaggi positivi e costruttivi sul rapporto tra cibo, salute e benessere. Insieme, possiamo promuovere una cultura alimentare che sia sana, sostenibile e inclusiva per tutti.

Per ulteriori informazioni sulla campagna “Gustiamo Insieme la Vita” e su come partecipare, vi invitiamo a visitare il sito web di Donna Donna Onlus.

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