Regione Lazio, ANIR Confindustria in audizione sulla proposta di legge contro gli sprechi
Nel confronto avviato in VII Commissione sul testo regionale in discussione dedicato all’economia alimentare circolare e alla riduzione degli sprechi, ANIR Confindustria ha portato un contributo tecnico-istituzionale per rafforzare il ruolo della ristorazione collettiva e del cibo pubblico nella futura norma.
ANIR Confindustria ha partecipato all’audizione convocata dalla VII Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Lazio sulla proposta di legge n. 233 del 10 novembre 2025 presentata dal consigliere regionale Daniele Sabatini e dalla consigliera regionale Marietta Tidei, recante “Disposizioni per la promozione dell’economia alimentare circolare, della solidarietà sociale e per il contrasto agli sprechi”. Il confronto si è tenuto il 26 marzo 2026 presso la Sala Etruschi del Consiglio regionale, nell’ambito del ciclo di audizioni avviato dalla Commissione sul provvedimento che punta a rafforzare, su scala regionale, le politiche di recupero delle eccedenze, di solidarietà sociale e di riduzione strutturale degli sprechi.
Nel proprio contributo, ANIR Confindustria ha espresso una valutazione favorevole sugli obiettivi generali della proposta, ma ha anche richiamato la necessità di un’integrazione decisiva: il contrasto allo spreco non può essere letto soltanto nella fase finale del ciclo alimentare, cioè nel momento del recupero delle eccedenze, perché una parte decisiva del fenomeno si genera prima, nell’organizzazione, nella produzione e nella somministrazione del pasto. È qui che, per ANIR, emerge il ruolo della ristorazione collettiva come luogo in cui il cibo assume una dimensione pubblica, continuativa e organizzata, soprattutto nei servizi scolastici, sanitari, socio-assistenziali e in tutti i contesti a erogazione continuativa.
Da questa impostazione discende il cuore della proposta emendativa presentata da ANIR Confindustria: introdurre nella legge una più chiara definizione di “cibo pubblico” e riconoscere la ristorazione collettiva come componente essenziale del sistema dei servizi pubblici regionali. L’obiettivo è spostare il baricentro della norma dalla sola gestione delle eccedenze a una prevenzione strutturale dello spreco, fondata su qualità, continuità, sicurezza e sostenibilità del servizio.
ANIR ha inoltre chiesto che gli interventi di prevenzione, recupero e redistribuzione delle eccedenze, nei servizi affidati tramite contratti pubblici, siano attuati nel rispetto dell’equilibrio economico-finanziario del contratto e siano espressamente previsti nei documenti di gara, con adeguata copertura dei relativi costi. Il punto è netto: obiettivi condivisibili sul piano ambientale e sociale non possono tradursi, nella fase applicativa, in un trasferimento implicito di oneri sui gestori, soprattutto in un settore regolato da standard qualitativi, obblighi sanitari e vincoli organizzativi complessi.
Nel merito, il contributo di ANIR propone anche di tenere conto della specificità della ristorazione collettiva nell’attuazione delle politiche anti-spreco, di organizzare il sistema informativo regionale secondo principi di semplificazione, interoperabilità e non duplicazione degli adempimenti, di costruire criteri premiali nei contratti pubblici solo se misurabili e coerenti con l’oggetto dell’appalto e di prevedere la partecipazione, con funzioni consultive e propositive, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative al Tavolo tecnico permanente previsto dal testo. La proposta regionale, infatti, già contempla strumenti come il sistema informativo, il programma triennale, il Tavolo tecnico e un fondo dedicato; per ANIR si tratta ora di renderli più aderenti alla realtà operativa dei servizi.
Un ultimo elemento riguarda il valore educativo del momento del pasto. ANIR Confindustria ha chiesto che la legge valorizzi anche questo aspetto, promuovendo nei servizi di ristorazione collettiva iniziative informative e formative integrate nel momento della somministrazione, così da collegare la riduzione dello spreco a comportamenti più consapevoli e a una cultura quotidiana del cibo. È un passaggio coerente con la convinzione che il pasto, nei servizi pubblici, non sia un fatto accessorio, ma parte integrante della prestazione e della sua funzione sociale.
Con questa audizione, ANIR Confindustria conferma la propria linea: contribuire ai processi normativi con proposte applicabili, capaci di tenere insieme interesse pubblico, sostenibilità dei servizi e qualità reale dell’esecuzione. Sul terreno del contrasto allo spreco, questo significa riconoscere che il cibo pubblico non è soltanto materia di recupero delle eccedenze, ma una infrastruttura quotidiana del welfare che va governata con regole coerenti, misurabili e sostenibili.