Dal caro energia ai cambiamenti climatici: allarme FAO sul cibo. «La revisione ordinaria dei prezzi garantisce il diritto ad un cibo pubblico e sano»

Agosto 25, 2025

Il caro energia e i cambiamenti climatici sono tra le cause principali del caro prezzi nei beni alimentari. Oltre un miliardo di persone nel mondo non ha accesso a un pasto sano e adeguato. L’allarme, lanciato dal recente rapporto ‘The State of Food Security and Nutrition in the World’ delle Nazioni Unite e ribadito da Davide Laborde, direttore della Divisione Economia agroalimentare della FAO, ricorda che il cibo non può essere trattato come una merce qualsiasi, ma come un bene pubblico essenziale.

In Italia, a luglio, i prezzi alimentari sono cresciuti del 3,9%, più del doppio dell’inflazione generale. Una dinamica che grava sulle famiglie, soprattutto quelle più fragili, e sulle imprese, mettendo a rischio la sostenibilità della ristorazione collettiva, comparto che ogni giorno garantisce milioni di pasti in scuole, ospedali, aziende e comunità.

«Il tema non riguarda soltanto la sostenibilità economica delle imprese – sottolinea Massimo Piacenti, Presidente di ANIR Confindustria – ma l’intero sistema del cibo pubblico, che è un presidio di salute e benessere collettivo. La ristorazione collettiva ha il compito di assicurare qualità e continuità al pasto quotidiano, ma senza strumenti certi di riequilibrio economico rischia di non reggere l’urto dei rincari. Per questo guardiamo con attenzione all’avvio del Tavolo dei Servizi presso il MIT, alla presenza del Viceministro Edoardo Rixi: è un’occasione importante per arrivare finalmente a una revisione prezzi automatica e ordinaria nei contratti di lunga durata. Ed è una occasione che il Sistema Paese nel suo insieme, non può e non deve sprecare per stabilizzare un comparto fondamentale dell’economia».

Anche le ultime analisi di mercato confermano la criticità. L’Osservatorio Deloitte Foodservice Market Monitor 2024 evidenzia come gli operatori del settore si trovino a fronteggiare costi crescenti per materie prime, manodopera e logistica, con margini sempre più compressi e difficoltà a garantire sostenibilità nel medio periodo.

«Collegare la sostenibilità delle imprese alla qualità del servizio – aggiunge Paolo Valente, Segretario Generale di ANIR Confindustria – significa riconoscere che il cibo pubblico non è un costo da comprimere, ma un investimento strategico per il Paese. Lavoriamo con fiducia affinché il percorso avviato al MIT, che vede coinvolte tutte le realtà dei servizi, si traduca in misure concrete, capaci di coniugare sostenibilità economica, diritto a un pasto giusto e qualità di un servizio pubblico essenziale».

Questi temi saranno al centro di IMMENSE – Italia, Storie Immense: Cibo Pubblico e Ristorazione Collettiva, la principale manifestazione nazionale dedicata alla ristorazione collettiva come servizio pubblico essenziale, promossa da ANIR Confindustria. L’appuntamento è per l’8 ottobre a Palazzo Wedekind, a Roma, nel contesto delle celebrazioni per l’80° anniversario della FAO: un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e società civile per mettere il cibo pubblico al centro delle politiche di benessere e sostenibilità.

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